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Giulio Tremonti

Non accade spesso: Giulio Tremonti e Mario Draghi si trovano d’accordo. In mattinata, nel corso del suo intervento alla Giornata mondiale del risparmio, il governatore della Banca d'Italia aveva sottolineato che per rilanciare i consumi e quindi la crescita italiana “la condizione del mercato del lavoro è il tema centrale”. Sul tema della disoccupazione Draghi aveva sottolineato che nel nostro Paese, conteggiando anche la Cig e i lavoratori scoraggiati, “si calcola un tasso di sottoutilizzo superiore all'11% delle persone potenzialmente occupabili, come in Francia, più che nel Regno Unito e in Germania”.
Poche ore più tardi la piena condivisione da parte del ministro dell’Economia che giudica “assolutamente condivisibili” le parole del banchiere. Il ministro a così messo fine alle divergenze sui diversi dati sulla percentuale di disoccupazione in Italia. “Nell'accezione di oggi – aggiunge Tremonti riferendosi alle parole di Draghi - c'è assoluta condivisione. Ha rimosso alcuni equivoci. Insieme possiamo condividere altri punti di vista”. Tra gli “altri punti di vista” Tremonti ha evidenziato quello sui dati di Confartigianato, secondo cui in Italia “esistono 400.000 posti di lavoro che non vengono accettati. Se la tua prospettiva è il posto fisso in una fondazione bancaria - ha sottolineato Tremonti - la chance di disoccupazione è molto alta”, così come se si dice “no grazie” a posti di lavoro da “infermiere, meccanico, sarto, apprendista”, categorie civili che “vanno presentate in modo un po’ diverso”.

Crescita del Pil italiano
Nel corso del suo intervento Draghi ha poi parlato delle prospettive per la crescita del Pil. “Quelle di quest'anno e del prossimo – ha spiegato -, non si discostano di molto dall'1%. Nel primo semestre si è tratto beneficio dall'aumento delle esportazioni che stanno rallentando”. Per il governatore di Bankitalia allo sviluppo economico “serve il contributo della domanda interna. La crisi ha investito con forza la nostra economia, riportandone indietro il prodotto annuo, nel 2009, sui volumi di 9 anni fa”.

Nell’Ue più debito che ricchezza
Tremonti ha parlato, invece, della situazione economica dell’Unione Europea. “Nella Ue c'è più debito che ricchezza – spiega - , più deficit che prodotto interno lordo. Così non si può continuare. Ogni paese dovrà attuare regole di rigore nei conti secondo il deficit che ha, ma in Europa non si può continuare con 27 politiche diverse”. Il dato che evidenzia comunque il ministro è che “finalmente in si è smesso di parlare con voci singole ma adesso c'è un coro abbastanza intonato”.