Se davvero è finita la fase acuta della crisi, l’Italia ha poco da festeggiare: secondo il rapporto Obiettivo crescita rischia di trovarsi con un calo di 4,1 punti percentuali di Pil rispetto al potenziale nell’orizzonte dei prossimi sette anni. La media dei paesi industrializzati è di 3,1 punti. La penisola soffre per la produttività stagnante, la ricetta per uscirne, secondo l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse) si inserisce nel solco della tradizione neoliberista: ridurre la pressione fiscale, privatizzare e abolire le golden share, rafforzare l’Antitrust, deregolamentare e aumentare il numero dei laureati. In una situazione peggiore rispetto all’Italia ci sono trovate soltanto l’Irlanda (che secondo le stime perderà 11,8 punti percentuali di Prodotto interno lordo), la Spagna (a -10,6) e la Polonia (a -4,4).