Giorgio Squinzi

Giorgio Squinzi

Fuori da Confindustria corruttori e corrotti, le regole vanno rispettate. Ma lo Stato deve ridurre la troppa burocrazia, che contribuisce a “far prosperare evasione e malaffare”. È quanto affermato dal presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, intervenuto a Milano in occasione dell'assemblea di Assolombarda. “Noi lavoriamo nelle regole e le rispettiamo – ha dichiarato Squinzi – e chi non lo fa deve stare fuori da casa nostra”, ma “dobbiamo ridurre seriamente i costi di funzionamento della burocrazia, cancellando tutto ciò che sottrae valore ed efficienza e crea una rete capillare di nepotismo e di ruoli inutili. È la densità di questa sostanza fatta di leggi, regolamenti, enti, tutti controllati dalla politica, che fa prosperare la corruzione, l'evasione e il malaffare”.

LOTTA ALL’EVASIONE. Il numero uno di Viale dell’Astronomia è intervenuto anche sul problema dell’evasione fiscale. “Ci sorreggerebbe un po’ di sana cultura protestante, come accade nella vicina Svizzera, in cui l'evasore, poiché tradisce i suoi concittadini e viola un patto fatto con lo Stato, quindi con l'intera società, è condannato con grande severità dalla giustizia, ma in più subisce una sanzione sociale, forse persino più dura da sopportare, che costituisce il vero disincentivo per l'evasore”. Per Squinzi “occorre un patto generale tra Stato e contribuenti, in cui a fronte di una drastica riduzione del prelievo, si faccia un'altrettanto drastica caccia e condanna severissima agli evasori”.

Confindustria da Roma e Milano per l’Expo
Nel corso del suo intervento Giorgio Squinzi ha anche annunciato che, per la prima volta dal Dopoguerra, l'assemblea annuale di Confindustria, in programma l’anno prossimo, non si terrà a Roma, ma sarà ospitata da Expo Milano.

La condanna di Squinzi nei confronti di corruzione ed evasione fiscale, segue quella nei confronti della delocalizzazione, lanciata dal neo presidente dei giovani di Confindustria, Marco Gay. Al tradizionale convegno di Santa Margherita Ligure Gay ha puntato il dito contro “chi corrompe” ma anche “chi abbandona l’Italia. Non basta solo essere esempio di innovazione”, ha affermato, sottolineando come oggi alle imprese “viene chiesto di fare di più. Di essere esempio di etica, patriottismo e passione civile. Chi corrompe esca dalla nostra associazione”.