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Più di un’attività commerciale su tre, esattamente il 38%, presenta irregolarità nell’emissione delle ricevute e scontrini fiscali. È questo il bilancio dei controlli a tappeto effettuati dalla Guardia di Finanza e che hanno interessato oltre 20 mila soggetti in tutta Italia. Da Cortina a Palermo, passando per Milano, Genoa, Roma, Napoli, Capri e non solo: su20.634 esercizi commerciali controllati, 7.849 sono risultati irregolari. Nel corso dei blitz dei finanzieri sono stati scoperti anche 1.166 lavoratori in nero, 24 datori di lavoro evasori totali, ovvero completamente inesistenti agli occhi del Fisco, e sono stati sequestrati più di 4 milioni di prodotti falsi che hanno portato alla denuncia di 264 persone.

A evadere, però, non sono solo i piccoli esercizi commerciali, ma anche gli imprenditori. Significativo è il caso di un veneto, molto noto nella regione per essere stato il titolare di una grossa azienda di capi di abbigliamento ora fallita. L’uomo conduceva una vita da nababbo tra auto di lusso a noleggio, dimore da favola, soggiorni in hotel di lusso e prestigiosi centri termali; peccato che tra i mille impegni avesse ‘dimenticato’ di presentare le denunce dei redditi sin dall'anno 2006, nelle quali avrebbe dovuto dichiarare fatture emesse per oltre 8 milioni di euro e di conservarle unitamente alla documentazione fiscale dell'impresa. Una volta avviata l’indagine, la Guardia di Finanza ha scoperto come il soggetto fosse anche dedito, da circa un decennio, all'emissione di false fatturazioni per un totale di 40 milioni di euro rivolte a compiacenti d insospettabili imprenditori veneti interessati a diminuire i redditi conseguiti e a versare minori imposte, utilizzando per questo scopo anche altre quattro imprese intestate ad altrettanti prestanome.