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Tra crisi, disoccupazione e preoccupazioni finanziarie l’indice di fiducia degli italiani è stabile. Con 45 punti il dato dell’Italia è in linea con il valore del quarto trimestre 2013. A confermarlo è la survey Global Consumer Confidence di Nielsen sul quarto trimestre 2014 condotta lo scorso novembre su un campione di 30 mila intervistati in 60 Paesi nel mondo.

CRISI RUSSA. L’indagine ha rilevato che l’indice medio della fiducia europeo è di 76 punti (vs i 78 del terzo trimestre 2014), valore che risente dell’andamento delle economie di Spagna (57), Francia (63), Regno Unito (94) e Germania (98). In questo contesto fa eccezione la Russia con un indice di 8 punti, a causa anche della svalutazione del rublo.

IN ITALIA. Per l’Italia dall’indagine Nielsen è emerso che per il 96% degli intervistati il nostro Paese è ancora in recessione e il 62% pensa che questa situazione durerà almeno un anno (percentuale in aumento rispetto al 5% di fine 2013). Inoltre, il 90% ritiene che le condizioni lavorative saranno difficili per i prossimi mesi (rispetto al 67% della media europea), sentiment confermato anche dalle stime Istat che riportano per novembre il tasso della disoccupazione del 13,4% sul totale della popolazione. Analogamente il 78% del campione pensa che nel 2015 non avrà buone condizioni finanziarie (contro il 56% della media Ue).

LE PAURE DEGLI ITALIANI. La ricerca ha messo in luce anche le principali angosce dei nostri connazionali. La prima preoccupazione di un italiano su quattro è il posto di lavoro (23% rispetto la media Ue del 14%), anche se in calo rispetto allo stesso periodo del 2014 (25%), la seconda è la situazione economica del Paese che mette in ansia il 12% degli intervistati e la salute (9%).

RISPARMIO. Gli ultimi tre mesi del 2014 sono caratterizzati dalla tendenza al risparmio: per l’87% degli intervistati non è un buon momento per fare acquisti, mentre per il 39%, dopo spese prioritarie, sceglie per soluzioni conservative. Oltre ai tagli su vestiario (67%) e ristoranti (65%), gli italiani comprano marchi alimentari più economici (60%), stanno più attenti alle spese per i weekend fuoriporta (50% rispetto al 46% del quarto trimestre 2013), usano con moderazione l’auto (42%), ma tendenzialmente non rinunciano alla vacanza annuale (25% vs 23% del periodo corrispondente del 2013).