New York

New York © Getty Images

Altro che Cina, la patria del lusso, il luogo nel mondo dove il mercato dell’alto di gamma cresce a ritmi maggiori, sono ancora gli Stati Uniti. A sostenerlo l’analisi del Boston Consulting Group, che prevede per il comparto un fatturato nel 2014 in crescita negli Usa del 7-8%, a fronte di una media globale che si attesta tra il 6 e il 7%. Nonostante la crisi che negli ultimi anni ha investito il Paese, il 40% dei Paperoni vive ancora negli Stati Uniti e, se aggiungiamo al dato gli acquisti effettuati nelle metropoli americane dai turisti stranieri (tra i quali spiccano brasiliani, cinesi e giapponesi) capiamo subito perché gli Usa sono ancora i giganti del lusso.

Ma quel è il bacino su cui il comparto luxury può contare? Sempre secondo la società di consulenza globale, è un universo in continua crescita. Nel 2013 la ricchezza finanziaria privata è cresciuta, infatti, del 14,6%, fino a raggiungere i 152 mila miliardi di dollari. In dodici mesi le famiglie con patrimonio superiore a un milione di dollari sono aumentate da 13,7 a 16,3 milioni (+19%) e sono ormai l’1,1% della popolazione totale. L’aumento maggiore si è avuto negli Usa: +1,1 milioni a 7,13 milioni. Al secondo posto c’è la Cina dove i super ricchi sono 2,4 milioni e il Giappone, dove il calo di 300mila unità li ha portati a essere 1,2 milioni. L’Italia è nona, con 281mila famiglie milionarie, nonostante la recessione, in crescita rispetto alle 274 mila dell’anno prima.

E le prospettive sono anche migliori. Boston Consulting Group prevede che la ricchezza globale aumenterà almeno del 5% nei prossimi 5 anni, fino a raggiungere i 200 mila miliardi di dollari.