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Dovrebbe essere questione di poche settimane al massimo: stando infatti a quanto trapela dai giornali, le bozze definitive del decreto Finanza per la crescita sono pronte e il testo dovrebbe essere vagliato dal Consiglio dei ministri entro il 20 giugno.
Due le principali novità introdotte. La prima è il voluntary disclosure, ossia il recupero dei capitali detenuti all’estero e non dichiarati. Le società che li riporteranno su suolo italico gioveranno di sanzioni ridotte, pagando un’aliquota media del 27% sulle imposte evase. Il tutto a una sola condizione: i fondi devono essere rinvestiti in azienda e l’investimento in equity deve essere almeno di cinque anni, senza possibilità di distribuzione di utili. La norma permetterebbe una robusta iniezione di capitali, rafforzando così la patrimoniale delle aziende. La seconda novità riguarda invece gli investimenti in produzione: le aziende che investiranno in beni strumentali e immateriali, come brevetti e software, potranno godere, per un anno, di una detassazione del 50% a valere su Ires e Irap. Prevista infine una semplificazione normativa per quotare in Borsa le aziende.