Nasce la prima agenzia al mondo di rating dedicata al mercato del debito pubblico: Moody's Public Sector Europe (Mpse). Lanciata da Moody’s, lavorerà sulle esigenze e caratteristiche degli enti pubblici. Contestualmente, questa nuova agenzia userà le metodologie di Moody’s per assegnerà ai vari enti locali rating comparabili a livello globale. In questo modo realtà come ospedali, università e Regioni potranno diversificare le opzioni di finanziamento, accedendo con più facilità e frequenza ai mercati dei capitali internazionali. «La creazione di Moody's Public Sector Europe riflette il nostro impegno a sostenere lo sviluppo degli enti del settore pubblico in Europa e ad ampliare il loro accesso a nuove fonti di finanziamento», afferma Michel Madelain, presidente di Moody’s Investors Service.

Gli investitori non dovrebbero mancare: «Ci attendiamo un crescente interesse verso gli enti del settore pubblico in Europa da parte di una ampia gamma di investitori attratti dal profilo di rischio diversificato del settore», continua Michel Madelain. «Prevediamo che in risposta ai vincoli di spesa pubblica ed al limitato credito bancario, gli enti e i fornitori di servizi pubblici nei principali paesi europei accederanno in misura crescente al mercato dei capitali per soddisfare il loro fabbisogno di finanziamento negli anni a venire».

Stando all’analisi condotta dalla stessa Mpse nella ricerca European Public Sector: Issuers in Core Europe to Increasingly Tap Capital Markets As New Funding Opportunities Emerge , in Germania, Regno Unito e Francia le fonti di finanziamento si stanno già diversificando, per effetto del quantitative easing e della riduzione della leva finanziaria che spingono a cercare condizioni per emissioni di debito a basso costo. L’Italia viene invece indicata, insieme alla Spagna, come un Paese dall’alto potenziale. Più in generale, Moody’s ha stimato a 18 mila miliardi di dollari il debito totale del settore pubblico (escluso il debito pubblico centrale) nell'Ue nel 2014, per un incremento pari al 2,6% annuo. Il trend sarebbe confermato anche per gli anni seguenti.