L’Europa si avvia verso la conclusione della crisi. Dopo l’ottimismo italiano prima del premier Mario Monti e quindi del ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera, segnali più o meno incoraggianti giungono anche da oltreconfine. Secondo Moody’s la stagione di crisi europea («la più difficile mai attraversata») sarebbe «nella migliore delle ipotesi a metà strada». Almeno per Paesi come Italia, Spagna e Portogallo per i quali l’agenzia di rating ipotizza un uscita dalla crisi in cui si trovano entro il 2013. Secondo Moody’s il nostro Paese, ad esempio, potrebbe vedere tornare nel 2013 la dinamica del Pil a livelli pre-crisi, con un tasso di crescita compreso fra 0% e -0,5%.

Più difficile invece la situazione di mentre Grecia e Irlanda, che potrebbero avere bisogno fino al 2016 per completare il risanamento delle proprie finanze.

Ad aiutare i Paesi europei a uscire dalla crisi «l’attuazione di una serie di riforme strutturali che ha permesso di registrare dei miglioramenti». Non tutto è risolto in quando gravi erano «gli squilibri esterni che si sono sviluppati negli anni precedenti alla crisi».