Mario Monti © GettyImages

Mario Monti

Schietto e determinato. Così Mario Monti si è presentato nel pomeriggio di giovedì 17 settembre al Senato per chiedere la fiducia al proprio governo. “Il tentativo è difficilissimo, altrimenti ho il sospetto che non sarei qui...”, afferma Monti riferendosi al compito di azzerare il debito di Stato italiano e riportare fiducia nei mercati. L'obiettivo, spiega Monti davanti ai Senatori, è quello di “riscattare il Paese”, scongiurando l'incubo default. Dopo aver elogiato l’operato del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, Monti ha chiesto alle forze politiche di essere responsabili: “Se falliremo, se non troveremo l'unità di intenti, saranno le fasce deboli a sperimentare condizioni ben più dure”. I tempi sono “ristrettissimi. La gravità della situazione - aggiunge Monti - richiede una risposta pronta e decisa, con un’equa ripartizione dei sacrifici”. Il suo tono ha una sfumatura paternalistica quando invita i partito ad archiviare la stagione delle polemiche sopra le righe: “Vorrei aiutarvi tutti a superare una fase di dibattito molto acceso e prendere provvedimenti all'altezza della situazione”.
Monti sa bene che questa crisi non è solo italiana, ma “internazionale, lo dico anche per evitare demonizzazioni”, ma il compito di questo governo è “evitare che qualcuno ci consideri l'anello debole dell'Europa, altrimenti ci ritroveremmo soci di un progetto elaborato da paesi che guardano anche ai loro interessi nazionali, nei quali non c'è necessariamente un'Italia forte”. L'Europa, aggiunge però Monti, non va considerata come un nemico: “Non dobbiamo vedere i vincoli come imposizioni. L'Europa siamo noi”.

Voto di fiducia a partire dalle 19 di giovedì 17 novembre, la diretta dal Senato

Il programma di Monti si fonderà su “rigore di bilancio, crescita ed equità”. L'elenco delle misure da prendere parte dal pareggio di bilancio in Costituzione, misura da completare affidandone la verifica a una “autorità indipendente”, dato che “la credibilità è un requisito essenziale”. Nell'immediato , il governo darà attuazione alla manovra estive, e deciderà nei prossimi giorni se ci sarà bisogno di “eventuali correttivi”. La delega fiscale e assistenziale andrà approvata “al più presto”. E anche la politica dovrà dare il buon esempio: “Di fronte ai sacrifici che dovranno essere chiesti, è ineludibile contenere i costi degli organi elettivi”. In più Monti annuncia un programma per la revisione della spesa dell'amministrazione pubblica. Ma le novità più importanti arriveranno dalla previdenza, dalla lotta all'evasione, dalla casa e dal mercato del lavoro. Il sistema pensionistico italiano, dice il professore, contiene “ampie disparità tra diverse generazioni e categorie di lavoratori”. C'è materia su cui intervenire. Dalla lotta all'evasione , da condurre anche con «il monitoraggio delle ricchezze accumulate» e riducendo la soglia per l'uso del contante, potranno arrivare le risorse per far scendere le aliquote. Sul versante casa, Monti fa intravedere una reintroduzione dell'Ici sulla prima casa. Monti promette anche un “calendario puntuale” di dismissioni del patrimonio pubblico. Sul mercato del lavoro il presidente del Consiglio si scaglia contro quel “mercato duale dove alcuni sono totalmente tutelati e altri sono del tutto privi di tutela”. C'è bisogno di più mobilità, ma nuove regole, promette Monti. Bisognerà anche provvedere al superamento delle “chiusure corporative” nel mondo delle professioni. Insomma, tutto quanto si potrà fare per “rimuovere gli ostacoli alla crescita” andrà fatto.