Mario Monti © GettyImages

Mario Monti

La crescita economica in Italia? Tornerà. Di questo l’attuale presidente del Consiglio, Mario Monti, è sicuro. Il nostro Paese, secondo il premier, “non ha grandi squilibri a parte il rapporto debito-Pil” e “non appena sarà risolta la crisi della zona euro”, la crescita economica potrà tornare anche in Italia. Intanto il governo sta lanciando una vera e propria guerra all’evasione fiscale: alcune misure attuate nel corso di quest’anno, ammette Monti, “potrebbero sembrare misure di guerra, e in realtà lo sono” per combattere gli evasori.
Partecipando a un convengo organizzato dal Financial Times a Milano, il presidente del Consiglio interviene anche sull’ipotesi di patrimoniale per gli italiani. Un’ipotesi che, nonostante le polemiche esplose subito dopo queste dichiarazioni, non sembra nei piani di questo governo.
L'imposta patrimoniale, o wealth tax, “c'è in molti Paesi altamente capitalisti; in Italia ce ne sono alcune importanti componenti – premette Monti – Ma la cosa peggiore sarebbe dire 'sì, vogliamo la patrimoniale senza avere gli strumenti per introdurla”. Una simile azione, ha continuato Monti, sarebbe la fuga dei capitali all'estero.
Dal palco dell’FT Italy Summit il premier non si è detto contrario a una tassazione sugli asset complessivi, mobiliari e immobiliari, posseduti dal contribuente (una tassa sulla ricchezza, ndr) “credo però che vadano considerate due cose – ha sottolineato – molto dipende da come viene concepita e da come viene utilizzata, cioè se viene usata come componente ordinaria del sistema di tassazione oppure come misura punitiva una tantum da certi governi entranti che vogliano rompere con il passato. Quando siamo entrati in carica, il 17 novembre, abbiamo presentato il nostro pacchetto di misure il 4 dicembre. Non c'è stato così tanto tempo. Ma noi abbiamo effettivamente considerato la possibilità di introdurre una tassa sulla ricchezza in Italia. A parte il fatto - ha aggiunto - che ad alcuni componenti della nostra maggioranza multicolore quella misura e quella parola dispiacevano profondamente, abbiamo trovato delle difficoltà poiché, a differenza di altri Paesi, non erano disponibili in Italia informazioni su asset specifici che ci consentissero di costruire una tassa patrimoniale. Ciò che abbiamo fatto è avvicinarci ad essa, estendendo la tassazione ad asset che prima non erano soggetti ad imposta o aumentare le aliquote su altri asset che erano già tassati, come quelli finanziari. Abbiamo anche adottato la misura, molto dibattuta a livello politico, di reintrodurre la tassa sulla prima casa delle famiglie, che c'era in passato e che era stata rimossa dal precedente governo e che, secondo l'Ocse, è in vigore praticamente in tutti i Paesi”.