La contraffazione è una piaga da 43 miliardi di euro per le imprese dell’Unione europea. È questo il clamoroso dato che emerge dall’ultimo studio dell’Uami – Ufficio per l’armonizzazione del mercato interno – che, dopo l’indagine riguardante il settore della cosmesi, punta l’attenzione sul settore della moda. In base alla ricerca, che potete scaricare da questo link, la contraffazione di abiti, calzature e accessori (quali cravatte, sciarpe, cinture, cappelli e guanti) equivale al 10% delle vendite totali nel settore e priva i produttori, i distributori e i rivenditori al dettaglio legittimi di tutta l'Unione europea di oltre 26 miliardi di euro di introiti all'anno. I mancati introiti si traducono in una perdita diretta di 363 mila posti di lavoro perché l'industria legittima vende meno di quanto farebbe in assenza del fenomeno della contraffazione e, di conseguenza, impiega meno lavoratori.
Se si tiene conto, inoltre, dell'effetto domino sui fornitori, le imprese legittime dell'Ue accusano un calo di vendite pari a 43,3 miliardi di euro a causa della contraffazione, con una perdita di circa 518 mila posti di lavoro.

IL DATO ITALIANO. La contraffazione di abiti, scarpe e accessori (quali cravatte, sciarpe e cinture) costa ai produttori, distributori e ai rivenditori al dettaglio italiani circa 4,5 miliardi di euro in termini di mancati ricavi e più di 50 mila posti di lavoro (80 mila, se si considera l’effetto indiretto).