Sergio Marchionne © GettyImages

Sergio Marchionne

Il discorso di questa mattina di Sergio Marchionne, relativo al piano per lo stabilimento Fiat di Mirafiori, non sembra aver convinto i sindacati ai quali l’amministratore delegato del Lingotto ha offerto di “ripartire da un foglio bianco, ma smettere di parlare e iniziare a lavorare” per scrivere qualcosa di reale e concreto. Dopo gli apprezzamenti del ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, e del presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota, sono arrivate anche le critiche della Fiom che accusa il manager di mettere in scena il “solito circo mediatico per coprire le sue scelte reali”. Ecco i principali commenti post-discorso Mirafiori:

Marchionne: "Fuori la politica, ora si lavora"

GIORGIO CREMASCHI (Fiom): “Circo mediatico, Mirafiori una Pomigliano bis”
“Marchionne mette in campo un circo mediatico per coprire le sue scelte reali” tuona Giorgio Cremaschi, presidente del Comitato centrale della Fiom. “Siamo a un disastro produttivo, occupazionale e sulle condizioni di lavoro” osserva Cremaschi che accusa il manager italo-canadese di rendere Mirafiori una “Pomigliano bis. Di fronte a una prospettiva simile – aggiunge – la risposta della Fiom non potrà che essere la stessa di allora”.

ROBERTO COTA: “Quando qualcuno vuole investire e produrre va sostenuto”
Positivo il commento del presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota che sottolinea come sia necessario che “tutti remino nella stessa direzione. Quando qualcuno vuole investire e produrre va sostenuto” aggiunge Cota perché “se non c'è produzione, non c'è lavoro”.

GIORGIO ARIAUDO (Fiom, settore auto): “Con una trattativa vera, siamo pronti a negoziare”
Maggiore apertura da parte del responsabile nazionale del settore auto di Fiom, Giorgio Airaudo che trova “interessante” l’apertura al dialogo di Marchionne, ma sottolinea che se lo schema sarà quello di Pomigliano, “si tratterà di mettere alla prova la Fiat. Una Pomigliano ritinteggiata non va bene per noi perché pensiamo non vada bene per i lavoratori. Se però si vuol fare una trattativa vera noi riteniamo che si possa negoziare”.

MAURIZIO SACCONI: “Apprezzamento per la proposta di Marchionne”
“Ho apprezzato molto la proposta di Marchionne perché da un lato mantiene impegno di Fabbrica Italia, dall'altro significa che la dimensione multinazionale non determina un'uscita di produzione ma l'ingresso di produzione come dimostra il Suv modulare tra Alfa Romeo e Jeep”. E’ il commento del ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, che ritiene “doveroso” di fronte alla proposta dell’ad Fiat “di garantire il pieno utilizzo degli impianti da parte delle organizzazioni sindacali”. Per il ministro, Marchionne chiede a Mirafiori lo stesso che chiede a Pomigliano dove è in atto un modello “meno Stato, più società. La Fiat per la prima volta – spiega Sacconi – non chiede finanziamento pubblico e cerca incentivi nelle persone, nei lavoratori e nelle lavoratrici e nelle associazioni che li rappresentano”.