Giorgio Napolitano

È andato tutto come previsto. Il governo ottiene (senza fiducia) il via libera definitivo al decreto Milleproroghe, promulgato anche dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Il Quirinale prende atto che “Governo e Parlamento hanno provveduto ad espungere dal testo molte delle aggiunte sulle quali erano stati formulati rilievi” dal presidente della Repubblica. E soprattutto, apprezza “l'impegno assunto dal Governo e dai presidenti dei gruppi parlamentari di attenersi d'ora in avanti al criterio di una sostanziale inemendabilità dei decreti legge”. E nel caso di questo specifico provvedimento, sottolinea il Quirinale, “restano comunque disposizioni in ordine alle quali potranno essere successivamente adottati gli opportuni correttivi, alcuni dei quali sono del resto indicati in appositi ordini del giorno approvati dalle Camere o accolti dal Governo”. Come quelli sull'anatocismo (il pagamento di interessi sugli interessi). Ma soprattutto quello che impegna il governo “ad adottare le opportune iniziative a prorogare per un congruo periodo” il divieto di incrocio di proprietà di tv e stampa. Il testo è passato con 159 sì, 126 no e due astenuti.

Milleproroghe, ecco cosa cambia.