Il mercato immobiliare italiano sta registrando un boom inatteso: secondo quanto riportato, da gennaio a marzo 2016 la compravendita di immobili ha visto un sensibile aumento delle transizioni, che si attesta su un +20,6% rispetto allo stesso periodo del 2015.

SETTORE IN CRESCITA. Il momento positivo per il mercato immobiliare italiano continua, in realtà, dalla metà del 2014: da qui, infatti, che il settore ha cominciato a tirare un sospiro di sollievo e a nutrire un cauto ottimismo, registrando i primi segni più dopo un lungo periodo di crisi. Nel 2008, infatti, il valore del mattone era stato abbattuto; avevano pesato, inoltre, le imposte sulle abitazioni, che ora, invece, si concentrano sulle seconde case. Il direttore dell’Osservatorio Gianni Guerrieri ha espresso la sua soddisfazione: la crisi sembra infatti passata. Ci vorrà ancora del tempo, però, per recuperare i livelli pre-crisi: tuttavia la ripresa nel 2016 è ormai certa, e si spera che il tasso di crescita resti quello del primo trimestre.

LE CIFRE. Una iniezione di fiducia per il settore, dunque: gli italiani hanno finalmente ricominciato a comprare casa. Il mercato immobiliare cresce soprattutto al nord (+24%) e nei capoluoghi (+22,9%): tragennaio e marzo 2016 sono state 115.135 le transazioni registrare, contro le 95.455 del 2015; le vendite sono state inferiori di quelle del periodo ottobre-dicembre 2015 (pari a 127.553). È noto, però, che gli ultimi mesi dell’anno sono quelli più forti per l’immobiliare: tanto che si pensa che, se il mercato tenesse gli attuali ritmi, il 2016 potrebbe chiudersi con numeri nell’ordine delle 500 mila unità. Per quel che riguarda i capoluoghi, l’attività immobiliare è più forte nella parte alta del Paese; al centro-sud, invece, a tirare sono i comuni minori. La grande città dove si comprano più case è Torino, che ha segnato un rialzo del 37%; seguono Genova e Milano con il loro +25%; nella lombarda si registra inoltre un +50% per i grandi investimenti; fanalino di coda è Palermo e la sua provincia. Il settore degli immobili commerciali, invece, cresce meno di quello abitativo, ma i numeri sono comunque positivi: +14,5%, con 6.774 negozi compravenduti; +7% per gli edifici ad uso produttivo, che vengono da un 2015 piuttosto deludente; +1,3% per gli uffici, che si riprendono da pesanti perdite precendenti.

LA CRISI È PASSATA?. È ancora presto per cantare vittoria: l’obiettivo delle 845 mila transazioni della fine del 2006 è ancora molto lontano. L’avvio del 2016 è sì il migliore degli ultimi quattro anni, ma non basta a dichiararsi fuori da una crisi di settore complessa, che fa ancora sentire il suo peso. Vi è inoltre il sospetto che gli italiani, spaventati da una situazione economica non proprio rosea, possano cambiare casa scegliendo di optare per immobili più piccoli e meno costosi; allo stesso tempo, il calo delle quotazioni potrebbe però incentivare gli investimenti in immobili più grandi. A contribuire al clima di incertezza vi è di certo il Pil italiano che non cresce con i ritmi sperati e un’economia che stenta a raggiungere la ripresa; positive, invece, le stime sull’occupazione, che dovrebbe aumentare nei prossimi tempi, fattore che potrebbe incentivare il mercato delle abitazioni.