Meno risparmi e più debiti per far fronte alla crisi. Le famiglie italiane hanno meno soldi sul conto corrente e, allo stesso tempo, ricorrono sempre più ai mutui e al credito al consumo. E la stessa dinamica si registra per le imprese. È la fotografia realizzata dalla Banca d'Italia nel bollettino statistico 'Moneta e banche’. A gennaio 2011 i prestiti bancari alle famiglie sono saliti del 5% su base annua, mantenendo la stessa velocità di crescita segnata negli ultimi mesi, e quelli alle aziende del 4,8%, in accelerazione su dicembre (quando avevano segnato un +3,6%). Intanto i depositi per l'intero settore privato sono calati dell'1,7% rispetto a 12 mesi prima, una discesa che prosegue da novembre con un ritmo che diventa sempre più accentuato.
A pesare sulla crescita sono i mutui e il credito al consumo, che, però, con l'inizio del 2011 diventano più cari, almeno per le famiglie. A gennaio i tassi d'interesse sui mutui sono aumentati al 3,36% dal 3,18% di dicembre. Si tratta del dato più alto dall'agosto del 2009, mentre quelli sul credito al consumo sono saliti all'8,78% dall'8,33%. Va meglio, invece, per le società non finanziarie: i tassi sui nuovi finanziamenti alle imprese, sempre a gennaio, sono diminuiti di dieci punti base, al 2,69%, un calo guidato dai tassi sui prestiti d'importo superiore a un milione di euro. Inoltre, Palazzo Koch registra una lieve riduzione anche per gli interessi riconosciuti sui conti correnti (allo 0,35% dallo 0,36%), stessa dinamica per i tassi passivi sui depositi (0,69% contro 0,70% del mese prima).