Le media imprese italiane sono sempre più attive sui mercati esteri, mentre faticano le più piccole. È il risultato principale di uno studio del nuovo Osservatorio sulle Imprese dell’Università di Macerata, realizzato in collaborazione con l’Università Cattolica di Milano su un campione di 900 Pmi attive oltreconfine. Il 75% opera sui mercati internazionali da più di 10 anni e il 67% ha un parco clienti esteri maggiore di 20. Guardando ai singoli settori: l’alimentare attribuisce priorità esclusiva alla qualità (89%), mentre per l’arredamento sono ancora più importanti del livello qualitativo design e immagine del prodotto (81%), e il calzaturiero punta molto sull’innovazione (53%). L’effetto positivo dell’origine italiana si riscontra principalmente per il settore calzaturiero e la pelletteria (61%), meno per l’arredamento (47%) e l’alimentare (44%), e non è significativo per la metalmeccanica e la chimica. Per quanto riguarda le motivazioni per operare all’estero, il 90% del campione cerca oltre confine nuovi mercati di sbocco per i propri prodotti, il 72% risponde a richieste di clienti, mentre il 30% ha individuato partner strategici internazionali.