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Crescita e riforme. Lo stesso intervento presentato davanti alla platea degli industriali, ma con un ultimatum: le imprese sono stanche e deluse di fare proposte, senza ricevere segnali dalla politica e sono pronte a dare battaglia. A poche ore dall’assemblea privata dell’associazione, il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, lancia “un avviso finale” alla politica. Davanti a tremila imprenditori, diversi esponenti di spicco di politica ed economia, oltre 300 i giornalisti accreditati e di fronte al Capo dello Stato, Giorgio Napolitano – presente per la prima volta all’assemblea annuale di Confindustria – il primo leader donna dell’associazione, avverte la classe politica nell’ultimo suo intervento in assemblea da presidente: “Attenti, in un momento così noi saremo pronti a batterci per l'Italia, anche fuori dalle nostre imprese, con tutta la nostra energia, con tutta la nostra passione, con tutto il nostro coraggio”.
Sembra quasi uno sfogo quello di Emma Marcegaglia che non nasconde la sua “delusione” per i tre anni di proposte che la politica non è riuscita a cogliere. “Occorre ridurre ciò che lo Stato fa oggi – afferma –, lasciando più spazio ai privati e al mercato. Uno Stato che smetta di fare male il troppo che fa e che invece faccia bene l'essenziale che deve”. Quello che chiede Marcegaglia, e con lei le imprese che rappresenta, sono “interventi più incisivi, soprattutto sulle infrastrutture e sul fisco. Confindustria non deve più servire per ottenere sussidi o incentivi che derogano il mercato. Confindustria deve tenere la guardia alta sui temi generali delle grandi riforme e favorire la libertà di impresa, la concorrenza e la competitività. In questi anni ha iniziato a mutare in profondità la propria funzione essenziale”.
Riprendendo i dati dell’Istat, la Marcegaglia sottolinea il “decennio perduto” dell’Italia in termini di competitività e di crescita. Ora “dobbiamo muoverci in fretta. Il tempo è un fattore discriminante. Temporeggiare o muoversi a piccoli passi è un lusso che non possiamo più permetterci. I concorrenti non stanno lì a guardare e le speranze dei giovani non aspettano.
“Semplificazioni e liberalizzazioni subito. Infrastrutture subito. Riforma fiscale subito”, chiede a gran voce il presidente di Confindustria. “Se il risultato elettorale finale convincerà Governo e maggioranza di avere davanti a se ancora due anni di lavoro, la loro agenda deve concentrarsi su un'unica priorità: la crescita. La leva fiscale è un potente incentivo per rilanciare lo sviluppo. Per questo la riforma fiscale rimane per noi importantissima”.

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