Mario Monti © GettyImages

Slittano le liberalizzazioni riguardanti i taxi, che non verranno adottate prima di sei mesi dall’entrata in vigore della manovra, mentre saranno le Camere e non il governo a decurtare le indennità dei parlamentari. Sono queste alcune delle prime novità che emergono alla vigilia dell’intervento che il premier Mario Monti farà alle commissioni riunite Bilancio e Finanze della Camera dei deputati (diretta web anche su Businesspeople.it , che dovranno presentare il testo della nuova manovra da votare entro la fine di questa settimana a Montecitorio (per la settimana che precede il Natale il provvedimento dovrebbe arrivare in Senato).
Mentre si attendono novità sulle pensioni, annunciate dal ministro del Lavoro, Elsa Fornero, e che dovrebbero riguardare la loro perequazione al costo della vita, si delineano una serie di interventi che riguardano anche le aziende in crisi: un emendamento allunga di 72 mesi la possibilità di pagare le rate a Equitalia. Tornando alle liberalizzazioni, “Il trasporto di persone mediante autoservizi pubblici non di linea”, ovvero i taxi, sarà escluso per il momento “dall'ambito di applicazione” delle misure di liberalizzazione delle attività economiche (Art. 34 della manovra), ma il processo di liberalizzazione potrebbe però interessare, “entro sei mesi dalla entrata in vigore” della manovra, i servizi di mobilità urbana, dunque anche i taxi.
Confermato anche il passo indietro del governo sui tagli alla ‘Casta’, un intervento – seppur apprezzato dai cittadini – sarebbe stato illegittimo: saranno le Camere a provvedere al taglio delle indennità di deputati e senatori. Il testo della manovra, però, stabilisce che l’esecutivo interverrà con un decreto se la commissione guidata da Enrico Giovannini non concluderà entro il 31 dicembre il suo lavoro di taglio ai costi della politica.
Novità, inoltre, per i consigli provinciali che decadranno entro il 31 marzo 2013, mentre le sei Province che avrebbero dovuto rinnovare i propri organi in primavera (Vicenza, Ancona, Ragusa, Como, Belluno, Genova e La Spezia) sono commissariati. Escluse da tutte le norme le Province autonome di Trento e Bolzano.