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Bruxelles chiede chiarimenti all’Italia sulla Legge di Bilancio, rimandando però il giudizio all'inizio del 2017. Il governo ottiene dunque un via libera condizionato dall’Europa, nonché più tempo per affrontare il dibattito che da diverse settimane si trascina all’interno del governo.

LE RICHIESTE DELL’EUROPA. Per quanto riguarda Bruxelles, non sono state avanzate richieste di manovre aggiuntive. Tuttavia l’Unione vuole verificare che ci siano le coperture adeguate, soprattutto per quanto riguarda le spese che concernono gli immigrati e i terremotati. L’indicazione è dunque quella di un risk of non-compliance , ossia che la manovra non rispetti le regole europee.

BONUS BREXIT E PONTE DI MESSINA. Per quanto riguarda la manovra, il testo consta di oltre 4 mila emendamenti ma la commissione Bilancio della Camera farà scendere il numero a 900. Tra le proposte presenti, torna la richiesta di costruire ilPonte di Messina: il Nuovo centrodestra, che ha avanzato l’emendamento, chiede che «il collegamento stabile viario e ferroviario tra la Sicilia e il continente sia dichiarato infrastruttura prioritaria per l’interesse del Paese». Tra le novità, anche la proposta di prevedere un bonus Brexit, ossia uno sgravio delle tasse pari al 25% per tutte le imprese che decidono di trasferirsi dalla Gran Bretagna in Italia. E ancora: il testo contempla l’esenzione dell’Iva per le eccedenze alimentari date in beneficenza dalle aziende, e per rilanciare l’economia del Sud Italia, uno sconto sui contributi per i nuovi contratti di lavoro nelle imprese del Mezzogiorno. Novità anche per gli statali: i fondi 2017 a disposizione per i dipendenti pubblici potrebbero aumentare di circa 1 miliardo di euro, ma si parla anche di 3 miliardi negli emendamenti sostenuti da Forza Italia. Si discute anche sul possibile aumento del limite al turnover negli enti locali: il Pd vorrebbe portarlo al 50% nel biennio 2016-2017 e al 75% dal 2018. Attualmente la soglia è del 25% per l’intero triennio 2016/2018. Unanime, infine, al richiesta di potenziare il numero dei Vigili del fuoco: si va da un innesto minimo di 300 unità, richiesto dal Pd, a un massimo di 700 unità, avanzato dal Carroccio.