Il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti

Recuperare 20 miliardi nel 2012 e 25,5 nel 2013. È questo l’ambizioso obiettivo della manovra bis, l’ultima ricetta del Governo per traghettare l’Italia fuori dalla crisi e porre fine alle speculazioni dei mercati. Un decreto, il 138 del 13 agosto recante “ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo”, monumentale per la quantità (non necessariamente la qualità) di tagli che prevede e, naturalmente, per l’obiettivo che intende perseguire (oltre 45 miliardi recuperati in soli due anni). Tante misure che se non prevedono tagli diretti a sanità, scuola, ricerca, cultura, anticipano però alcune norme contenute nella manovra di metà luglio (quella sonoramente bocciata dai mercati internazionale), come il graduale innalzamento dell’età pensionabile delle donne, anticipato dal 2020 al 2015. Corposi poi i tagli ai costi della politica, che si concretizzeranno soprattutto a livello delle amministrazioni locali, con la soppressione di province (quelle sotto i 300mila abitanti), accorpamento di comuni (quelli sotto i mille abitanti) e riduzione dei trasferimenti locali. A livello centrale tra i tagli da segnalare, solo, l’obbligo dei parlamentari di viaggiare in classe economica e piccoli tagli ai ministeri. Tra le novità più discusse il cosiddetto “contributo di solidarietà”, quello che prevede per lavoratori dipendenti e autonomi un prelievo del 5% per la parte del reddito eccedente i 90mila euro e del 10% per la parte eccedente i 150mila euro. Tante novità poi per i dipendenti statali: dal rischio di perdita della tredicesima in caso di mancata riduzione della spesa dell’ente, a TFR ritardato per chi va in pensione. Per tutti i lavoratori stop ai ponti, con le festività infrasettimanali “non concordatarie” spostate al lunedì. Lavoro ma non solo, aumentata al 20% la tassazione sulle rendite finanziarie, esclusi gli interessi dei titoli di stato che restano al 12,5%. Nella manovra c’è anche una Robin Hood tax per il settore energetico (eolico compreso), nessun aumento, invece, dell’IVA.

Il testo integrale della Manovra Bis