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«Venti miliardi di incentivi fiscali che vanno investiti subito a chi innova davvero, è il più grande piano di politica industriale». Matteo Renzi rilancia il piano Industria 4.0 che prenderà lo slancio dalla legge di bilancio parlando all'assemblea Anfia Automotive e Industria 4.0: la rivoluzione corre veloce . «Quando si entra a Cassino verrebbe quasi voglia di guardarsi indietro: la 126 non aveva caratteristiche tecniche paragonabili alla Giulia o allo Stelvio ma l'italiano avrà momenti di passione e nostalgia di quella stagione. Nel presente vedi una situazione in cui si sono attraversate molte difficoltà, si è pensato che il tempo per l'auto era solo il passato, in tanti hanno evocato chiusure, si è sofferto ma oggi però vedi che piano piano le cose si mettono in moto. L'Italia è tornata ad essere la patria dell'automobile».

«Cassino è una delle capitali dell' auto ma se qualche anno fa i profeti del 'dico no a tutto' i profeti del 'blocchiamo e poi ripartiamo', del 'chissà cosa c'è sotto' avessero avuto la meglio oggi non ci sarebbe la presenza dei 4.300 lavoratori a Cassino, non ci sarebbe più l'industria automobilista in Italia», attacca il premier. «Per questo sono grato a Fca, alla forza e alla passione per ripartire: è la metafora del Paese. Chi vuole bloccarci ha forse le migliori ambizioni ma se si ferma il Paese chi ne fa le spese non sono i mercati finanziari, loro sanno benissimo come salvare la pelle, ma il ceto medio. L'Ue deve cambiare completamente passo sull'immigrazione e sull'austerity, l'Europa va cambiata non da una parte politica del paese ma dall'Italia, bisogna tornare a mettere l'interesse nazionale al centro della discussione, ma per questo sfide serve un paese in grado di credere in se stesso».