Emma Marcegaglia © European inventor of the year 2009

Emma Marcegaglia, attuale presidente di Confindustria

Le polemiche non nascono dall’obiettivo, pienamente condiviso, ma dal percorso intrapreso per raggiungerlo. Confindustria si schiera apertamente contro le misure di contrasto all’evasione recentemente annunciate dal governo, ovvero quegli emendamenti inseriti all’interno della manovra in discussione al Senato. Per l’organo di rappresentanza dell’industria le misure “risentono della fretta e dell’approssimazione” con cui è stato predisposto l’emendamento. “Siamo sconcertati”, afferma una nota di Confindustria che invita a rivedere provvedimenti incoerenti anche sul piano tecnico. “Sono poco efficaci rispetto all’obiettivo di una seria lotta all’evasione - ribadisco da Viale dell’Astronomia - e rischiano di penalizzare le imprese corrette nel rapporto con il fisco”.
Due gli esempi citati da Confindustria: “innanzitutto la misura che considera presuntivamente società di comodo le imprese in perdita per tre anni consecutivi. In questi anni di seria e diffusa crisi economica sono molte le imprese che si trovano in questa situazione e non per questo possono essere ulteriormente penalizzate considerandole a priori società non operative. Con riguardo alle misure in materia di reati tributari, in particolare quelle previste per l’infedele dichiarazione, per sanzionare penalmente tale condotta, l’illecito va rapportato all’effettiva entità dell’evasione e al dolo specifico altrimenti si rischia solo di ingolfare ancor di più una giustizia già lenta e appesantita, generando crescente incertezza per tutte le imprese. Siamo stupiti – conclude la nota – che il Governo non abbia preso in considerazione misure più efficaci di contrasto all’evasione come la nostra proposta di abbassare la soglia per l’uso del contante a 500 euro”.