Quali sono i dati che bisogna conoscere per sapere (o per lo meno per provarci) come va l’economia? Eccone alcuni.

  • PIL - Prodotto Interno Lordo

È la somma di tutti i beni e servizi prodotti in un anno, misura la ricchezza creata da ogni Paese. Negli ultimi tempi questo indicatore è stato molto contestato perché (secondo i critici) non “sente” davvero il polso di una nazione: trascura infatti molti elementi come la sicurezza, l’istruzione, la qualità della vita che concorrono invece al benessere generale. È comunque un parametro del quale non si può fare a meno. Come in un’auto non si può prescindere dalle dimensioni e dalla cilindrata

  • Deficit Lordo

È il passivo generato ogni anno da uno Stato.

  • Debito Pubblico

È la somma dei deficit accumulati anno dopo anno. Quello italiano ha raggiunto il 116% del Pil ed è il terzo più grande al mondo.

  • Titoli Pubblici

Per finanziare i loro conti in rosso tutti i governi emettono titoli che vendono sul mercato. Nel 2010 solo in Europa ci saranno emissioni per 2200 miliardi. Più un Paese è considerato a rischio, più alti sono gli interessi che deve offrire per riuscire a piazzare i suoi titoli. La Grecia è arrivata al 9%.

  • Exit Strategy

Tutti i Paesi, e non solo l’Italia, hanno forti deficit e debiti pubblici: era l’unico modo per dare sostegno alle economie in piena crisi. Ma ora è indispensabile pensare a una strategia per uscire da questa situazione e non sarà facile perché bisognerà ridurre le spese e/o aumentare le tasse.

  • Tasso di Inflazione

L’inflazione, oggi ai minimi storici, è la vera paura di una parte degli economisti: appena ci sarà un accenno di ripresa - dicono - con tutta la liquidità immessa nel sistema, potrebbe partire la corsa dei prezzi. Altri sostengono che questo rischio è molto remoto: nel mondo c’è sovraccapacità produttiva in tutti i settori, dal tessile all’automobile. Questo crea grande concorrenza sui mercati, calmieratrice dei prezzi.

  • BRIC - Acronimo di Brasile, Russia, India e Cina

Sono loro le nuove locomotive dell’economia mondiale. Nessuna previsione può prescindere da quello che succede in questi quattro Paesi.