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Smentendo i più pessimisti e compiendo un significativo passo in avanti nella lotta all’ottimizzazione fiscale attuata da numerose multinazionali, i Paesi dell’Ocse e del G-20 hanno raggiunto un’intesa su sei dei sette punti che, stando alla road map fissata lo scorso anno, dovevano essere chiusi entro il settembre 2014.

Ne dà notizia l’Ansa secondo cui l’unico tema su cui al momento è stato impossibile trovare un accordo è quello delle "pratiche fiscali dannose" per il permanere di importanti disaccordi su alcuni passaggi tecnici.

Sono invece stati concordati un primo rapporto di base sulle "sfide fiscale dell'economia digitale", che anche se non comprende misure precise traccia un quadro di partenza per l'azione futura, e uno sullo sviluppo di "uno strumento multilaterale per modificare i trattati bilaterali".

Gli altri impegni sottoscritti sono: agire per "prevenire l'assegnazione di benefici da trattati in circostanze inappropriate", introdurre "documentazione sui prezzi di trasferimento e reporting Paese-per-Paese" per le aziende multinazionali, regolamentare localizzazione e trasferimenti degli "asset intangibili" e "neutralizzare gli effetti dell'utilizzo di strumenti ibridi" e "mancate corrispondenze" tra le legislazioni per evitare l'imposizione.