Tornano ad aleggiare sull'Italia gli spettri dello spread. La fuga di Pimco dai Btp ha scatenato l'allarme e - nonostante il fondo obbligazionario abbia parlato solo di una normale riduzione dell'esposizione - anche l'hedge fund Ram Active investments oggi al Corriere della Sera conferma in un'intervista i timori internazionali sulla stabilità del nostro Paese: «L’ipotesi di elezioni anticipate in autunno in Italia preoccupa per la possibile affermazione delle forze politiche anti-euro, esattamente come è accaduto alla vigilia delle elezioni francesi e ancora prima al momento del voto olandese. Questi due precedenti tuttavia dimostrano che un esito politico contrario alla stabilità della zona euro è tutt’altro che scontato e che gli elettori sono in larga misura favorevoli alla moneta unica europea».

ELEZIONI ANTICIPATE E RISCHIO SPREAD

Ma il sentimento anti europeo di M5S e Lega non è l'unico pericolo che incombe sulla nostra economia, anche perché con la legge elettorale attualmente allo studio il rischio è più che altro l'ingovernabilità del Paese dopo le urne in autunno. E sarebbe quello lo scenario peggiore per uno Stato super indebitato come il nostro. E come una profezia autoavverante, i report delle banche d’affari (da Bank of America a JP Morgan fino a Commerzbank) che sottolineano il crescente rischio-Italia avranno come effetti quello di peggiorare il quadro tricolore spingendo alla fuga dai nostri titoli.

Finora la situazione è sì peggiorata, ma senza scossoni: rispetto ai 155 punti base di inizio 2017, lo spread è tornato a sfiorare quota 200. Allo stesso modo, i rendimenti dei Btp decennali ieri sono saliti al 2,27% dal 2,25% di venerdì (poca cosa dunque) anche se a inizio anno viaggiavano all’1,74% Ben più immediata da risolvere la situazione delle banche venete, ancora a rischio bail-in. Sullo sfondo, invece, il terzo rischio a lungo termine è la fine del quantitative easing voluto da Mario Draghi e dalla Bce. Ma, per adesso, ci sono problemi più urgenti da affrontare.