Mario Monti © GettyImages

Con diverse ore di ritardo rispetto alla tabella prevista lo scorso fine settimana, la commissione Industria del Senato si sta per riunire per esaminare gli ultimi articoli (e i rispettivi emendamenti) del decreto liberalizzazioni, previsto in aula a Palazzo Madama per mercoledì 29 febbraio. Alla riunione sarà presente anche il presidente del Consiglio, Mario Monti, accompagnato dal presidente del Senato, Renato Schifani e dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Antonio Catricalà. Diversi gli argomenti più spinosi che vanno ancora affrontati, tra cui l’introduzione dell’Ici per gli immobili della Chiesa. Dal testo che uscirà dall’aula della commissione si potrà avere una prima idee delle eventuali modifiche che il Parlamento punta ad attuare rispetto al testo uscito dal Consiglio dei ministri, ma è probabile che la strada che porta alla liberalizzazione sia molto più tortuosa del previsto. Prima del via libera definitivo ci sarà infatti un passaggio in Aula del Senato – con maxi emendamento e possibile fiducia – e poi alla Camera dei deputati. Il presidente del Consiglio, Mario Monti, ha sottolineato che non tutte le modifiche parlamentari saranno accolte. In dettaglio – in una sintesi realizzata dall’agenzia Ansa – le ultime modifiche approvate dalla Commissione industria del Senato.

BANCHE. Protestano gli istituti di credito per i costi, calcolati in un miliardo di euro, che comporta il decreto Salva Italia. Non c’è solo la norma sul conto corrente a zero spese di apertura e gestione per i pensionati con assegni inferiori ai 1.500 euro, gli istituti si lamentano dell’abolizione delle commissioni sul pagamento della benzina con bancomat e le nuove disposizioni sulla stipula dei mutui.
PROFESSIONISTI E NOTAI. Abolito il preventivo in forma scritta per i professionisti, scompare anche l'eventuale sanzione disciplinare. Per quanto riguarda in particolare i notai, l’atto per aprire una ‘Srl semplificata sarà gratuito.
TIROCINANTI. Secondo le ultime modifiche il testo prevede un rimborso forfetario solo dopo sei mesi di pratica.
TAXI. Il voto finale sarà alla vigilia del passaggio in Senato, ma sembra che spetterà a Comuni e Regioni – non l'Autorità – la responsabilità di fissare, se necessario, l'incremento delle licenze.
FARMACIE. Non c'è ancora una decisione su quante nuove farmacie dovranno aprire. È in assoluto l'ultimo nodo importante rimasto.