pensioni pagate all'estero

Le pensioni pagate all'estero valgono un miliardo. A denunciarlo è il presidente dell’Inps, Tito Boeri, sottolineando come gli assegni italiani riducano la spesa sociale di altri Paesi grazie al contributo degli ex lavoratori italiani. Nel corso di un'audizione al Comitato permanente sugli italiani nel mondo, presso la commissione Esteri alla Camera, Boeri ha detto: «È come se il nostro Paese operasse un trasferimento verso altri senza avere un ritorno in consumi. Le somme sono erogate dall'Italia invece che dal Paese in cui si risiede e si paga le tasse».

LE PENSIONI PAGATE ALL'ESTERO VALGONO UN MILIARDO

Il problema si è aggravato con l'aumento delle soglie per la quattordicesima, che ha aumentato del 131% la spesa per questa voce. Nel 2017 sono state erogate all'estero un totale di 35,6 milioni per la quattordicesima, 20 milioni in più rispetto al passato (nel 2016 gli importi erogati erano stati 15,4 milioni per 46 mila beneficiari).  Tra gli ex lavoratori italiani oggi all'estero, il 39,6% risiede in Europa, il 36,1% in America Latina e il 12,6% in Nord America

«Si tratta in grandissima parte di Paesi in cui esistono redditi minimi garantiti il cui accesso è basato sul livello di reddito degli individui con benefici il cui ammontare è stabilito in modo tale da portare questo reddito al di sopra di soglie (di povertà) prestabilite. Questo significa che il nostro Paese con le quattordicesime erogate a residenti di questi paesi sta di fatto riducendo gli oneri per spesa assistenziale di altri Paesi», ha spiegato Boeri. «Le pensioni pagate all’estero dall’Inps, su 160 Paesi, nel 2016 sono state oltre 373 mila, per un valore poco superiore a un miliardo di euro».  il problema è la bassa contribuzione: più di un terzo delle pensioni pagate  hanno periodi di contribuzione in Italia inferiori a 3 anni, il 70% è inferiore ai 6 anni e l’83% è sotto ai 10 anni».