Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti © GettyImages

Silvio Berlusconi (s) e Giulio Tremonti

Sarà un caso, ma le critiche maggiori sono arrivate dopo la bozza di tre pagine riguardante i costi della politica: poche e semplici righe che riassumono quei ‘sacrifici’ chiesti ai parlamentari dal ministro Giulio Tremonti (leggi). Al ministro dell’Economia – che nelle prossime ore presenterà al governo il testo della manovra e della riforma fiscale – si rimprovera quell’aria da ‘professore’, poco aperto al confronto: “Vorrei che Tremonti dialogasse e ragionasse e non pensasse di essere Dio e di avere solo lui la verità”, ha dichiarato il sottosegretario alla Difesa Guido Crosetto, non certo l’unico a pensarla così sul titolare di via XX Settembre. Per questo motivo il vertice di maggioranza in programma alla vigilia del Consiglio dei ministri si preannuncia carico di tensione.
Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, sta cercando di trovare un’intesa tra Tremonti e gli altri ministri. L’idea è che ognuno dovrà fare un passo indietro. Il premier ha avuto diversi contatti con il ministro dell’Economia e sembra persuaso della necessità di rispettare l'obiettivo del pareggio di bilancio. Per farlo, è consapevole che i ministeri, e più in generale la politica, debbano fare dei sacrifici. Ma chiede al ministro di ridurre al mimino i motivi di attrito e scontro con altri componenti della maggioranza: Tremonti continua a non far vedere numeri e carte della manovra ai suoi colleghi. Sull'entità delle misure (oltre 40 miliardi di euro per riportare il bilancio in pareggio oltre il 2014) pare vi sia identità di vedute, visto che anche il presidente del Consiglio è consapevole che l'Italia continua a restare nel mirino delle agenzie di rating e degli speculatori. I ministri dovranno fare la loro parte: ad esempio indicando quali sono i settori dove tagliare in modo da prevenire i cosiddetti tagli orizzontali tanto criticati a Tremonti.

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