Mario Draghi © GettyImages

Mario Draghi, presidente della Banca centrale europea

Mentre la riforma studiata dal ministro Elsa Fornero arriva in commissione del Senato (che punta a chiudere l'esame del ddl entro il 2 maggio) dalla Banca centrale europea non arrivano messaggi incoraggianti per quanto riguarda il mercato del lavoro: “le condizioni nei mercati del lavoro dell'area dell'euro – si scrive nel bollettino mensile della Bce – continuano a deteriorarsi” e “le indagini congiunturali anticipano un ulteriore peggioramento nel breve termine”. Il tasso di disoccupazione, in aumento da aprile 2011, si è collocato al 10,8% nel febbraio 2012. “Agli inizi del 2012 – prosegue il bollettino della Bce – i dati delle indagini confermano una stabilizzazione dell'attività economica su bassi livelli. È attesa una ripresa graduale dell'economia dell'area euro nel corso dell'anno”, tuttavia “le perduranti tensioni nei mercati del debito sovrano e il loro impatto sulle condizioni creditizie, nonché il processo di risanamento dei bilancio nel settore finanziario e in quello non finanziario e l'elevata disoccupazione in alcuni Paesi dell'area dovrebbero continuare a frenare la dinamica di fondo della crescita”.
Nell’analisi della Banca centrale europea si prevede anche un tasso di inflazione sopra il 2% nel 2012, con “il prevalere di rischi al rialzo” e un rallentamento al di sotto di tale soglia atteso solo nel 2013.
Per quanto riguarda le ultime turbolenze nei mercati finanziari la Bce ammette che nel complesso “la fiducia dei mercati obbligazionari non ha recuperato completamente”, l’aumento degli spread di Italia e Spagna, tornati a livelli d’allarme, “si è verificato sullo sfondo di una riconsiderazione delle prospettive per la crescita nell'area dell'euro”.