Emma Marcegaglia e Aurelio Regina

Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, e Aurelio Regina, presidente di Unindustria

Quei 2.500 imprenditori presenti sembrano essere un segnale che la fiducia nel sistema impresa c’è. Quello che i manager rivendicano è la poca soddisfazione per le risposte date dalla politica in tempo di crisi. Per il presidente di Unindustria Aurelio Regina il 2011 “non ci sta dando le soddisfazioni che crediamo di meritare” aggiungendo inoltre che l’anno appena passato non è stato “meno difficile del 2009”. Insomma, Regina chiede interventi chiari e risolutivi per far partire al meglio un anno che, almeno per il momento, sembra rimasto ai nastri di partenza. “Siamo stanchi di continui cambiamenti nei nostri interlocutori - afferma deciso - e soffriamo dell'opacità con cui molte amministrazioni locali si trovano oggi ad operare. La pubblica amministrazione registra un turnover inarrestabile a livello dirigenziale”.
Il presidente di Unindustria, l'unione degli industriali di Roma, Viterbo, Frosinone e Rieti parla dal parco a tema del Rainbow MagicLand, scelto come luogo da cui far partire l'avventura di Unindustria. (”È il frutto del grande investimento dei privati. Un'impresa che, da sola, ha investito oltre 300 milioni di euro e che darà lavoro a 2.000 addetti”). Ma il suo discorso non arriva, almeno direttamente, al premier Silvio Berlusconi e al ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani, rappresentanti di primo piano attesi fino a all’ultimo a Valmontone e alla fine assenti per impegni istituzionali. E questa assenza, come quella del ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, pesa forse più dei grandi manager assenti come Caltagirone, Scaroni, Conti, Guarguaglini, Moretti e Palenzona. Manca anche il presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, mentre sono presenti rappresentanti istituzionali come Gianni Letta, Gianni Alemanno, Nicola Zingaretti e Giuseppe Pecoraro.
A questi, soprattutto al sottosegretario Gianni Letta. Regina affida le rivendicazioni degli industriali che partono da due obiettivi: serve “fissare subito nell'agenda del governo la riforma fiscale e quella del mercato del lavoro. Non è più una richiesta - afferma - è un'urgenza irrimandabile. Il congelamento di 27 milioni di euro di fondi destinati alla cultura incide sui già esigui finanziamenti del Fus. Un provvedimento che compromette l'attività di istituzioni storiche quali, solo a Roma, l'Accademia di Santa Cecilia, il Teatro dell'Opera, Cinecittà Luce”.

La risposta di Gianni Letta a Regina

Poi lo sguardo in avanti alle Olimpiadi del 2020, ma anche al Giubileo del 2025, “un evento certo a cui Roma e il Lazio devono prepararsi per tempo”. In sala gli imprenditori ascoltano e applaudono, soprattutto quando viene letto il messaggio inviato loro dal Capo dello Stato Giorgio Napolitano. “Il sistema imprenditoriale di Roma e del Lazio è chiamato ad una sfida strategica contribuendo a un rilancio di settori chiave del suo territorio - scrive il presidente della Repubblica - ivi compresa la candidatura olimpica per il 2020, le energie pulite, le infrastrutture materiali e immateriali, con particolare riguardo a quelle ad elevato contenuto tecnologico”.