La verità, vi prego, sul debito pubblico

Il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan

Torna a crescere il debito pubblico italiano, proprio mentre il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan prepara le carte da presentare all'Europa per scongiurare la procedura d'infrazione sui nostri conti. A gennaio, secondo i dati del bollettino Finanza pubblica, fabbisogno e debito della Banca d'Italia, il debito delle Amministrazioni pubbliche è aumentato di 32,7 miliardi, attestandosi a 2.250,4. Non è il nuovo record storico (resta quello toccato a luglio 2016 a 2.255,2 miliardi), ma poco ci manca.

CHI SPENDE. Tutto questo è avvenuto mentre le entrate tributarie continuavano a crescere, +3,3%, toccando quota 35,4 miliardi di euro a gennaio. Anche se in questo ha pesato lo spostamento contabile dgli incassi dell'Iva e dell'Irpef. E mentre i titoli di Stato in mano a portafogli esteri toccano i minimi e l'inflazione riparte, toccando quota a fine febbraio +1,6%. Si tratta dell'aumento maggiore a partire da marzo 2013, merito dell'incremento del tetto della spesa che torna a livelli pre-crisi. Guardando ai sottosettori, si scopre che è proprio il debito delle amministrazioni centrali a essere aumentato di 33,2 miliardi, menre quello degli enti di previdenza è cresciuto di appena di 0,1 miliardi e quello delle amministrazioni locali è addirittura diminuito di 0,6 miliardi. Lo Stato, insomma, è tornato a spendere e il debito pubblico ha ripreso la sua crescita: con che credibilità andremo a chiedere pietà in Europa?

CRESCEREMO, PRIMA O POI. «Al miglioramento dei conti hanno contribuito anche importanti misure di contrasto all'evasione e alle frodi Iva. Un passo decisivo in questa direzione è stata lo split payment per i fornitori della pubblica amministrazione, che ha consentito di migliorare la riscossione dell'Iva e di recuperare omessi versamenti per circa 2,1 miliardi», risponde Padoan dalla presentazione del Rapporto Annuale 2016 della Guardia di Finanza. «L'espansione del Pil è prevista proseguire quest'anno e l'anno prossimo, confermando l'efficacia dell'impostazione della politica di bilancio favorevole alla crescita e volta ad assicurare un graduale ma chiaro consolidamento delle finanze pubbliche. Oggi, ancora più che in passato, è fortemente avvertita dall'opinione pubblica l'esigenza di promuovere un duraturo rilancio del Paese che preveda anche misure diffuse di perequazione e inclusione sociale, condizione necessaria per rafforzare il clima di fiducia dei cittadini». Sì, ma chi pagherà?