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La fiducia di consumatori e imprese vola e fa respirare aria di ripresa. Particolarmente positivo il dato relativo al pubblico che cresce a 112,7 dai 109,3 di agosto. Si tratta del livello più alto da oltre 13 anni, per la precisione da marzo 2002 (114,4). Bene la componente economica (a 143,2 da 133,1 di agosto), ma sorridono anche anche quella personale, corrente e futura. Il 19,2% del campione intervistato giudica dunque «migliorata» l'economia italiana, mentre i pessimisti scendono (al 20,3% dal 23,5% quelli che la considerano «peggiorata», al 20,9% dal 24,6% «molto peggiorata»). Importanti cali per le attese di disoccupazione (a 7 da 25).

Cresce anche l'indice composito del clima di fiducia delle imprese (Iesi) che tocca 106,2 da 103,9. Anche qui bisogna andare indietro, fino al novembre del 2007, per trovare un dato così alto (107,1). Rialzi in tutti i settori: manifatturiero (a 104,2 da 102,7), costruzioni (a 123,3 da 119,5), servizi di mercato (a 112,2 da 110,0) e commercio al dettaglio (a 108,8 da 107,8).
PALLA AL GOVERNO. «La fiducia a livelli da record rilevata dall'Istat è "un 'tesoretto', di cui il Governo deve fare buon uso, evitando di sperperare propensioni positive e aspettative di famiglie e aziende», dice il Codacons all'Ansa. «I numeri positivi di oggi sono importantissimi», spiega il presidente Carlo Riezi, «perché hanno ripercussioni dirette sulla propensione all'acquisto da parte dei cittadini. Una maggior fiducia dei consumatori sul futuro a breve termine porta infatti le famiglie a non rimandare più le spese in attesa di periodi migliori».