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Robin tax, addio. La Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale l’addizionale Ires applicata alle aziende petrolifere ed energetiche, istituita nel 2008 dall'articolo 81 del decreto legge 112. Il suo effetto tuttavia non sarà retroattivo, ma si applicherà solo dal giorno seguente alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

«Il ruolo affidato a questa Corte come custode della Costituzione nella sua integralità impone di evitare che la dichiarazione di illegittimità costituzionale di una disposizione di legge determini, paradossalmente, effetti ancor più incompatibili con la Costituzione di quelli che hanno indotto a censurare la disciplina legislativa», spiega la Corte. «Per evitare che ciò accada, è compito della Corte modulare le proprie decisioni, anche sotto il profilo temporale, in modo da scongiurare che l'affermazione di un principio costituzionale determini il sacrificio di un altro».

Se infatti la sentenza avesse valore retroattivo, bisognerebbe procedere alla restituzione dei versamenti tributari, con un conseguente squilibro nel bilancio dello Stato. Il che, a detta della Corte, renderebbe necessaria «una manovra finanziaria aggiuntiva», portando a una «irragionevole redistribuzione della ricchezza a vantaggio di quegli operatori economici che possono avere invece beneficiato di una congiuntura favorevole».

Stando ai dati forniti dall’ultima relazione del Parlamento dall'Autorità per l'energia, nel 2014 la Robin Tax ha consentito allo Stato di incassare circa1 miliardo di euro dalle società energetiche, sui bilanci 2013.