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A crescere di più sono i prodotti freschi da banco, con un tasso di rialzo del 4,6% (3,7% a febbraio), ma l’inflazione trascina al rialzo tutti i prodotti di consumo e, se a marzo ha raggiunto il 2,4% per i beni di largo consumo confezionato, l'indice raggiunge il 3% se si considerano i soli mercati del food e bevande. È quanto emerge dai dati dell'Osservatorio Nielsen, azienda leader mondiale nella marketing information, che per il mese di marzo ha registrato aumenti nei prezzi anche per frutta e verdura (+9,1%), formaggi confezionati (+5,6%), salumi (+4,1%) e uova, (+4%). Per far fronte alla crescita dei prezzi, le famiglie continuano così a modificare la composizione del proprio carrello preferendo prodotti meno cari o in promozione. E proprio attraverso la grande distribuzione riesce ad attenuare il rialzo dei prezzi promozioni (a marzo +10% nelle vendite prodotti con il marchio del distributore). Secondo le rilevazioni di SymphonyIri Group, nelle ultime 52 settimane la Gdo ha investito circa 4,3 miliardi di euro in pressione promozionale agendo da calmiere sui prezzi. È vero anche che, come spiega a Il Sole 24 Ore l’ad di SymphonyIri, Angelo Massaro, “al Sud, dove la presenza della Gdo è meno frequente, i prezzi sono più alti: anche qui c’è un’Italia a due velocità”. Per SymphonyIri Group, in un periodo caratterizzato da inflazione in crescita e bassi consumi, per le aziende è l’obiettivo primario rimane quello di conquistare nuove quote di mercato per raggiungere gli obiettivi di budget 2011.