La cancelliera tedesca Angela Merkel col presidente francese François Hollande

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Uno schiaffo alla Merkel e all'austerity voluta dall'Ue sotto la pressione della Germania. La Francia approva la legge di bilancio 2015 ignorando i parametri europei e perseguendo la strada della ripresa.

Quest'anno il deficit si attesterà dunque al 4,4% del pil, l'anno prossimo al 4,3. Solo nel 2017 rientrerà sotto il fatidico tetto del 3%, dopo un'altra escursione al 3,8% nel 2016. Una retromarcia importante rispetto agi impegni presi solo poche settimane fa.

RETROMARCIA. «Abbiamo preso la decisione di adattare il passo di riduzione del deficit», la replica del ministro delle Finanze, Michel Sapin, 1alla situazione economica del paese. La nostra politica economica non sta cambiando, ma il deficit sarà ridotto più lentamente del previsto a causa delle circostanze economiche». Molto più chiaro il comunicato che annuncia la legge: «Il governo respinge l'austerità»

A spingere verso lo strappo sono i dati previsionali sulla crescita: 1% nel 2015, 1,9% nel 2017. Si continuerà invece sulla strada della spending review col taglio annunciato di 50 miliardi di euro entro quattro anni, anche se nel 2013 la spesa pubblica segnare +0,2% portando il rapporto debito/pil al 98% - oggi è al 95,1% - nel 2016 prima di iniziare la discesa. Rinviato, come in Italia, il pareggio di bilancio: dal 2017 il traguardo è spostato al 2019.