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Scandagliare la Rete per capire cosa passa nella testa dei consumatori. È quanto si prefigge la Banca d’Inghilterra (Boe) che da oggi, per monitorare settori chiave dell'economia britannica, utilizzerà anche l’analisi delle ricerche effettuate su internet dai cittadini britannici. Attraverso applicazioni come Google Trend (servizio di Mountain View che permette agli utenti di scoprire la popolarità di un argomento attraverso le query di ricerca) l’istituto studierà cosa la gente ha cercato sul web. Secondo il capo del settore ricerche economiche della Banca d'Inghilterra, Spencer Dale, l'analisi di termini come ‘agenzia immobiliare’, ‘mutuo’ e ‘sussidio di disoccupazione’ può essere fondamentale per comprendere l'evoluzione nell'immediato futuro del prezzo delle case o il livello di disoccupazione.
“L'analisi dei termini usati nei motori di ricerca - scrivono Nick McLaren e Rachana Shanbhogue, autori del dossier diffuso dalla Boe - può essere uno strumento tanto valido quanto i criteri tradizionali oggi utilizzati per le previsioni; per i prezzi delle case i risultati sono anche più precisi. Ci sono ad ogni modo spazi per usare questi dati su diversi temi”. Lo studio retrospettivo ha infatti mostrato che sia il crollo del mercato immobiliare del 2008 che l'aumento della disoccupazione sarebbero stati previsti se si fosse fatto uso di Google Trend. “I dati dei motori di ricerca - conclude lo studio - sono il risultato di attività umana genuina e non un sondaggio”. Fatti, insomma, non opinioni.