L'ecommerce B2B vale più di quello destinato ai consumatori. A dirlo è una ricerca Il 2016 del Consorzio del Commercio elettronico italiano, che sottolinea quanto le imprese tricolori sottovalutino ancora le potenzialità del B2B in Rete. Eppure il numero dei siti di ecommerce B2B in Italia ha registrato un aumento significativo pari al 46%, passando da 7.660 del 2015 a 11.200 di quest’anno (fonte Osservatorio Cribis-Netcomm). Inoltre, il 30% del totale dei siti di commercio elettronico italiani del Paese è B2B. «Le potenzialità dell’ecommerce B2B sono importanti, persino maggiori rispetto a quelle B2C», spiega Roberto Liscia, presidente Netcomm e Executive Board Member Ecommerce Europe durante E-commerce B2B e B2Retail: modelli e casi di successo , il convegno organizzato da Netcomm e tenutosi a Milano il 29 novembre.. «Il valore del commercio elettronico B2B nel 2015 è stato infatti di2 0 miliardi di euro, contro i 18 miliardi del B2C».

Sono da considerarsi parte dell'ecommerce, infatti, tutti quei modelli nei quali avviene un incontro e una qualificazione tra domanda e offerta che poi si concretizza in un ordine o una transazione su altri canali. Il marketplace B2B in particolare si sviluppa in ogni settore, da quello della sanità alla manutenzione, dai prodotti enogastronomici al fashion, e crea diversi modelli di business, dai distributori online alle house of brand, dal marketplace con comunità brick & mortar a quelli basati sul dropshipping. «Le imprese italiane che vendono online in Italia sono circa il 7% del totale, contro il 17% di quelle presenti a livello europeo», aggiunge Roberto Liscia. «L’Italia eccelle in moltissimi mercati e il potenziale del Made in Italy online è tra i maggiori al mondo. Le aziende dovrebbero affrontare con maggiore aggressività il nuovo contesto competitivo del B2B dove a farla da padrone sarà la crescita del ruolo dei Marketplace, lo sviluppo del B2B da parte dei grandi marketplace B2C, l’apertura dei mercati di vendita e acquisto, e il crescente ruolo delle filiere a fronte del nuovo concetto di cross».