Jean-Paul Fitoussi © GettyImages

Austerità unita a recessione, un mix che può essere letale, soprattutto se l’austerity viene imposta a tutto il mercato europeo. È l’opinione dell’economista franco-tunisino, Jean-Paul Fitoussi che, intervistato da Vittorio Zincone per il settimanale Sette , torna sul problema della gestione della crisi all’interno dell’Unione europea. “L’austerity può funzionare se messa in atto da un unico Paese stimolato dalla ‘domanda’ esterna degli altri Stati. Ma se tutte le economie fanno austerity... – spiega Fitoussile banche non hanno liquidità per fare credito e siamo in pieno credit crunch…” la situazione rischia di diventare insostenibile.
Per risolvere la situazione il governo italiano, così come gli altri esecutivi dei Paesi europei, può fare ben poco. In Europa “gli Stati hanno la legittimità politica, ma non gli strumenti mentre l’Ue non ha legittimità politica, ma possiede gli strumenti, solo non può usarli perché i trattati pongono un sacco di vincoli. C’è un problema generale di sovranità”, ammette il guru dell’economia. L’unico intervento che un governo può fare in questa situazione sono le “riforme strutturali. Quelle a costo zero sono quelle che liberano i mercati, e che, accompagnate da tagli, abbassano anche il livello di protezione”.
LE COLPE DELL’UNIONE. Dall’altra parte, secondo Fitoussi, l’Europa – per uscire dalla crisi – potrebbe intervenire creando debito; un’opinione espressa anche poco prima di entrare in audizione in commissione Bilancio della Camera. “Le borse europee ballano perché l'Europa ha accettato, non esplicitamente, di mettersi sotto il controllo dei mercati finanziari e ha aperto spazio alla speculazione. I mercati ballano - ha proseguito Fitoussi - perché così guadagnano molto, dove c'è volatilità guadagna la speculazione, cercano quindi solo un'occasione per fare l'altalena: la settimana scorsa era la Spagna, questa settimana la Francia, la prossima settimana sarà l'Irlanda. Il problema è che è l'Europa a permetterlo e il fiscal compact non ha risolto il problema”. Secondo Fitoussi la speculazione ha mano libera nei confronti dei paesi dell'Eurozona perché manca la protezione di una banca centrale che impedisce le speculazioni. “Tokyo – ha spiegato l’economista con un esempio – si è visto abbassare il rating sotto il livello del Botsawa, ma l'effetto sugli interessi dei suoi titoli di Stato è stato nullo. Questo perché - ha spiegato - la speculazione non attacca un paese che ha una Banca centrale che può acquistare i titoli di Stato”.
EUROBOND. La soluzione in Europa sarebbe quindi quella di un Eurobond, ma è di difficile realizzazione perché, spiega a Sette, “basta il veto di un mini Stato per impedirlo. In questo caso la Germania si è sempre opposta perché non voleva far pesare sui contribuenti tedeschi i debiti degli altri”. Un’altra soluzione sarebbe quella di permettere alla Bce di acquistare i titoli dei Paesi in difficoltà, ma anche qui l’opposizione dei tedeschi è forte ed è causata dal timore di un effetto inflazione.