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Più che l’aumento effettivo dei prezzi a preoccupare maggiormente i negozi è l’effetto psicologico che quell’aumento dell’1% sull’Iva avrà nella testa dei consumatori. E così grandi gruppi come Zara, Esselunga, Crai, Honda, Benetton e Stefanel hanno annunciato che l’aumento dell’imposta sul valore d’acquisto non ricadrà sui prezzi dei prodotti. Fra i più attivi nel rassicurare i consumatori la Federazione Moda Italia aderente a Confcommercio che sottolinea come, “in questa fase”, non ci sarà una ricaduta sui prezzi finali nei negozi di abbigliamento, calzature, pelletteria, accessori moda ed articoli sportivi. “Siamo consapevoli del momento di grande difficoltà del nostro Paese e i nostri operatori associati si accolleranno, in questo periodo, l’aumento del punto percentuale di Iva”, ha affermato il presidente di Federazione Moda Italia Renato Borghi. “In questa fase”, “in questo periodo”, appunto. Resta da capire quando e come i prezzi dei prodotti verranno (inevitabilmente) ritoccati all’insù.
Sabato 17 settembre, primo giorno di Iva al 21%, il Codacons aveva registrato tra “aumento dell'aliquota Iva e arrotondamenti vari” che il 35% degli esercizi commerciali aveva già aumentato i listini prezzi. "I rincari, dopo la modifica dell'aliquota Iva entrata oggi in vigore – segnalava l'associazione dei consumatori – sono stati applicati principalmente dai piccoli negozi e i beni maggiormente colpiti sono stati quelli di piccolo importo come prodotti per la casa e per l'igiene personale”. Un’analisi prontamente smentita da Confesercenti, la controparte legata alle imprese: “Gli effetti sull'economia dell'Iva sui prezzi e servizi lo si avrà, se lo si avrà, fra due o tre mesi - ha dichiarato il vice direttore generale Mauro Bussoni – Che oggi si vada a dichiarare una spinta generalizzata è una cosa improbabile e non dimostrabile”.
Lunedì mattina, due giorni dopo l’aumento dell’Iva, è arrivato anche il commento di Confcommercio-Imprese per l’Italia che ha criticato la “forte tentazione di cavalcare i luoghi comuni per talune associazioni di consumatori e agricoltori. Deve essere evidente a tutti che l’aumento di un punto percentuale di Iva sull’aliquota del 20% produrrà inevitabilmente un piccolo scalino inflazionistico che contribuirà a ridurre la già bassa dinamica dei consumi delle famiglie e del Pil”.

Effetto Iva al 21%, benzina verso 1,7 euro per litro