Agenda digitale, questa sconosciuta. Vi avevamo raccontato dei ritardi nell'applicazione dell'ambizioso programma per la digitalizzazione del Paese (leggi qui), ma le cose ora potrebbero cambiare.

Ad annunciarlo è l'Agenzia per l'Italia digitale (Agid) che in un documento di 97 pagine descrive la strategia per completare il procedimento in tempi brevi.

STORIA TRAVAGLIATA. Voluta nel 2010 dall'Ue, l'Agenda è una delle sette iniziative principali individuate nella Strategia EU2020 che punta alla crescita dell'Unione.

Avanti a strappi da allora, il programma ha avuto un vero impulso solo sotto il governo Letta con il varo di tre riforme - l'Anagrafe Unica Nazionale (Anpr), il Sistema Pubblico di Identità digitale (Spid) e la fatturazione elettronica - ancora in attuazione.

L'Italia resta così agli ultimi posti della Digital Agenda Scoreboard (la pagella europea), ma Regioni e Stato si sono impegnati con l'Agenda per la semplificazione 2015-2017 a impegnarsi per cambiare le cose.

CITTADINANZA DIGITALE. Una delle riforme più importanti per il Paese potrebbe essere proprio quello della cittadinanza digitale che punta ad "assicurare l'erogazione online di un numero crescente di servizi per l'accesso alle comunicazioni di interesse dei singoli cittadini e imprese». Il primo passo sarà il pin unico da assegnare entro settembre 2015 a tre milioni di utenti.

Slittano invece al 2016 i pagamenti telematici delle Pubbliche Amministrazioni Centrali e Locali e le marche da bollo online. Chissà quando arriveranno invece il fascicolo sanitario elettronico e le prenotazioni online di visite e prestazioni sanitarie.