L’Italia migliora nel Bloomberg Innovation Index, la classifica dei Paesi più innovativi del mondo, e guadagna due posizioni, collocandosi al 24° posto. L’elenco, che prende in considerazione, tra gli altri fattori, la concentrazione di imprese hi-tech, gli investimenti in ricerca e sviluppo e il numero di brevetti depositati, vede la Penisola 18esima per densità di aziende tecnologiche, al 20° posto in termini di valore aggiunto manifatturiero e 25esima per gli investimenti in ricerca e sviluppo. Ma è più debole sul fronte del numero di brevetti depositati (37° posto) e della capacità di attrarre ricercatori (36%).

In testa alla classifica si colloca la Corea del Sud, confermando il primato già ottenuto nel 2016. Dietro il Paese asiatico, una folta schiera di nazioni nord-europee, con Svezia, Germania, Svizzera e Finlandia a completare la top 5, mentre nei primi 20 posti rientrano Danimarca, Francia, Austria, Belgio, Norvegia, Paesi Bassi, Irlanda e Regno Unito.

La Russia, invece, che l’anno scorso si trovava al 12° posto, è crollata al ventiseiesimo, probabilmente a causa delle sanzioni economiche che l’hanno colpita, dei minori introiti derivanti dall’esportazione di gas e petrolio e dei conseguenti tagli agli investimenti. Gli Stati Uniti restano al nono posto, primi per numero di imprese hi-tech e secondi per brevetti depositati, mentre chiudono la classifica i Paesi dell’est Europa (Ucraina e Serbia), del Sud America (Brasile e Argentina) e del nord Africa (Tunisia e Marocco).