L’allarme è stato lanciato da Confindustria: gli investimenti esteri in Italia sono crollati del 70% passando nel 2012 da 34 a 10 miliardi di euro. Un calo vistoso, più marcato rispetto a un fenomeno che, comunque, caratterizza la scena mondiale (-18% di investimenti a livello mondiale).
Secondo i dati riportati sul Il Sole 24 Ore di mercoledì 3 luglio, gli investimenti esteri nel periodo 2008-2012 hanno rappresentato lo 0,6% del Pil, ben al di sotto del 2,8 del Regno Unito e dell1,4% della Francia (vedi grafico a fondo pagina). “Ci sono 1.400 miliardi di dollari che volano sul mondo, ogni anno er investimenti diretti ester in cerca di un luogo in cui atterrare”, afferma Giuseppe Recchi, a capo del Comitato investitori esteri di Confindustria. Nonostante i vantaggi offerti dall’Italia – struttura economica di primaria importanza, 1.022 nicchie di eccellenza di prodotto, la posizione strategica nel Mediterraneo e la rete di distretti industriali – il nostro Paese rischia di perdere investimenti perché “Manca l’organizzazione”. Le multinazionali estere, afferma Recchi, “non chiedono privilegi o corsie di sorpasso ma di non vivere di improvvisazione e nell’incertezza”.