In sette anni il numero degli imprenditori italiani è praticamente dimezzato passando da 402 mila a 232 mila unità tra il 2004 e il 2011; un declino costante, che non ha risparmiato né gli uomini né le donne, e si è sentito al Nord quanto al Sud. I dati fotografati dall’Istat evidenziano un trend iniziato ben prima della crisi economica e non sono ‘camuffati’ da quote di liberi professionisti o partite Iva: il campione prende in esame una popolazione con più di 15 anni, che può contare almeno su un dipendente e il suo lavoro prevalente è quello di organizzazione e direzione dell'azienda.
Negli ultimi sette anni gli imprenditori uomini sono passati dai 320 mila del 2004 al 187 mila del 2011 (-41,6%), mentre le donne – solo il 20% della categoria – sono diminuite del 45,1% passando da 82 mila a 45 mila. Il tessuto imprenditoriale è venuto meno su tutto il territorio italiano: dal Nord (-45,5%), al Mezzogiorno (-33,6%), passando per il Centro (-46,1%), anche se in termini assoluti è l'Italia settentrionale a pagare il prezzo più alto, con una contrazione pari a 100 mila imprenditori.