Pier Carlo Padoan © OECD/Benjamin Renout

Pier Carlo Padoan

Se l’Italia vuole puntare su crescita e occupazione, “la prima cosa da tagliare sono le tasse sul lavoro”. È il commento del capoeconomista dell'Ocse, Pier Carlo Padoan che, nel corso di una conferenza stampa, ha sottolineato come il problema della riduzione (o eliminazione) delle tasse sulla casa (Imu) non dovrebbero essere una priorità per il Paese.
Secondo i dati dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, che rivede al ribasso al -1,5% le stime sul Pil 2013, il taglio del debito è una priorità: praticamente impossibile, quindi, un calo significativo delle tasse; non si esclude, tuttavia, un ritocco delle aliquote, ma solo in caso di un taglio delle agevolazioni non giustificate. Prioritario è uscire dalla procedura di deficit eccessivo e, aggiunge Padoan, se il deficit dell'Italia sarà sopra il 3%, “qualcosa bisognerà fare”, aprendo così a possibili misure correttive sui conti pubblici.

INCONTRO CON LETTA. Le previsioni Ocse sull’Italia arrivano in occasione dell’incontro organizzato tra il segretario generale dell’organizzazione, Angel Gurria, e il presidente del Consiglio, Enrico Letta. In mattinata lo stesso Angel Gurria aveva indicato tre provvedimenti per compensare la riduzione del costo del lavoro: “imposte sui consumi come l'Iva, sulla proprietà e sulle emissioni di Co2”.