Croazia, Unione europea © Getty Images

Festa nel segno della crisi per la Croazia, dalla mezzanotte di oggi 28esimo Stato membro dell’Unione europea, il primo Stato dell'ex Jugoslavia, direttamente coinvolto nella guerra del Balcani, a entrare a far parte dell’Ue. Nella notte tra domenica e lunedì, oltre a 170 capi di Stato e ministri degli esteri europei, 30 mila cittadini croati hanno festeggiato in piazza a Zagabria un importante traguardo, “un momento storico per le prospettive che apre alle nuove generazioni”, ha dichiarato il presidente della Repubblica italiana, Giorgio Napolitano, presente alle celebrazioni.
L’obiettivo della Croazia è stato raggiunto dopo 10 anni di riforme; negli ultimi anni la società ha subito una radicale democratizzazione e sono state molte le liberalizzazioni che hanno consentito al Paese di avvicinarsi, a piccoli passi, all’Europa.

A RISCHIO SANZIONI. L’ingresso nell’Eurozona comporta, però, anche degli obblighi a livello economico e la Croazia potrebbe già incorrere in una procedura di infrazione per il deficit pubblico che, al momento, è al 4,7%, già fuori dalle regole comunitarie che impongono un tetto del 3%. Ma non solo. Il governo croato, così come molti Paesi dell’Unione, dovrà affrontare il problema della disoccupazione, arrivata al 20%, e del debito pubblico, salito al 54% e che, secondo la Commissione europea, nel 2014 supererà ampiamente la soglia del 60%, oltre i limiti fissati dall'Ue.