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Dollaro sempre più debole con l’Euro che continua la sua corsa che, ieri, è arrivata a oltre 1,40 sul dollaro. La moneta statunitense rimane in attesa dei dati sull’andamento della disoccupazione negli Stati Uniti e nel frattempo scende ai minimi da 15 anni nei confronti dello yen e ai minimi storici verso il franco svizzero. Anche questa mattina l’Euro è rimasto ai massimi sui mercato internazionali, la moneta dell’Unione europea viene scambiata a 1,3930 dollari (la quotazione della Bce di ieri sera era 1,3970). Per il presidente della Banca Centrale Europea, Jean Claude Trichet, c’è “troppa volatilità nei cambi” e tutte queste oscillazioni possono portare a “implicazioni negative. Ne parleremo a Washington” aggiunge riferendosi alle riunioni del Fondo Monetario Internazionale (Fmi) e Banca Mondiale. Il tasso di cambio sarà l’oggetto della cena di lavoro dei ministri delle finanze e dei governatori del G7, presieduto dal Canada. “La minaccia di una guerra delle valute è seria – avverte il direttore generale del Fmi, Dominique Strauss-Kahn - Bisogna avanzare delle proposte per evitarla”. In un’intervista a Le Monde Strauss-Kahn osserva che “lo yuan sottovalutato è motivo di tensione nell'economia mondiale e potrebbe diventare una minaccia. Se vogliamo evitare di creare le condizioni per una nuova crisi, la Cina deve accelerare il processo di apprezzamento dello yuan”.
Un apprezzamento troppo rapido dello yuan provocherebbe troppe turbolenze sull’economia cinese e il governo di Pechino vuole evitarlo nonostante Yi Gang, direttore dell’agenzia cinese che si occupa dei cambi (State Administration of Foreign Exchange), ha affermato l’impegno della Cina a fare la “propria parte nella riduzione degli squilibri globali”.
Si tratta di una vera e propria guerra di valute, nonostante Strauss-Kahn prova a gettare acqua sul fuoco. La parola “guerra è un po’ troppo militaresca, ma è giusto dire che molti paesi considerano la loro valuta un'arma e questo non è un bene per l'economia globale”. Per Strauss Kahn è necessario quindi recuperare e rafforzare lo spirito di collaborazione. E questo perché “non c'è una soluzione nazionale per una crisi globale”.
In quest’ottica di cooperazione internazionale il Fondo monetario può giocare un ruolo importante. Per il segretario al Tesoro americano Timothy Geithner l’Fmi “può aiutare gli stati membri a mettere a punto politiche valutarie coerenti con una crescita economica bilanciata”. Ad ammonire sui rischi che comporta una guerra dei cambi è anche il presidente della Banca Mondiale, Robert Zoellick: le tensioni sui cambi possono portare a nuove crisi”.