Jean Claude Juncker

La Commissione Ue apre alla flessibilità relativa alle spese per i rifugiati. Lo ha annunciato Jean Claude Juncker dando una speranza all'Italia che chiede la possibilità di sforare lo 0,2% del deficit, per circa 3 miliardi. Una cifra che nella legge di Stabilità è già destinata al taglio dell'Ires. «La Commissione europea applicherà la flessibilità alle spese per i rifugiati perché siamo di fronte ad una situazione di eccezionalità, ma tale flessibilità sarà applicata Paese per Paese purché siano sforzi straordinari», ha detto Juncker precisando che anche «tra i grandi Paesi c'è chi non fa sforzi sufficienti».

«Che piaccia o meno dobbiamo cooperare con la Turchia», ha aggiunto il n.1 della Commissione, «esistono questioni irrisolte sui diritti umani e la libertà di stampa», ma sostenendo che è necessario muoversi rapidamente perché Ankara è d'accordo perché i profughi restino in Turchia. «Il divario tra le promesse e la realtà deve essere colmato, altrimenti perdiamo la nostra credibilità». Rispetto all'impegno preso il 22 settembre, infatti, «mancano ancora 2,3 miliardi da parte dei governi che insieme hanno messo finora 483 milioni».