Il presidente della Commissione europea, Jean Claude Juncker @ Getty Images

«La ripresa è in cammino, ma dipende da condizioni congiunturali, mentre vorremmo fosse strutturale». Boccia così gli sforzi dei Paesi membri il presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker: «Dobbiamo sfruttare la calma per fare le riforme strutturali necessarie e che non avanzano al ritmo desiderato».

Particolarmente duro l'attacco alla Grecia, tornata in zona allarme rosso negli ultimi giorni: «C'è una crisi umanitaria che ha bisogno di un aiuto che venga dal budget europeo». Sono stati messi a disposizione 2 miliardi di euro dei fondi strutturali, riducendo il tasso di cofinanziamento al 5% e, ha aggiunto il n.1 della Commissione, «vorrei che le autorità greche li investissero in settori propizi alla crescita, per risolvere il massiccio problema della disoccupazione giovanile e per aiutare le pmi. Spero che il denaro venga usato nel miglior modo possibile».

La palla torna così ad Atene che, dopo il mini summit conclusosi nella notte giovedì 19 marzo, dovrà presentare la lista completa delle riforme: «L'accordo sulla Grecia è stato fatto a febbraio nelle sedi istituzionali. Giovedì sera c'è stata una riunione, positiva: è sempre importante discutere, ma non c'è stato nessun accordo. Quello è stato fatto in sede Ecofin ed Eurogruppo», assicura Matteo Renzi.

Più critica la cancelliera tedesca Angela Merkel che ha ribadito che «qualunque esborso di aiuti o trasferimento dei profitti Bce sarà possibile solo dopo il completamento della quinta valutazione del programma di aggiustamento che deve essere approvato dall'Eurogruppo. Ha l'opportunità di scegliere le riforme e sostituirle con altre, ma devono avere lo stesso effetto e devono essere valutate dalle istituzioni e poi approvate dall'Eurogruppo».

Continua a tentare il gioco duro il neo eletto premier ellenico Alexis Tsipras: «Non c'è un problema di liquidità a breve termine per la Grecia e tutto è ok anche nel settore bancario».