Iva, Italia prima in Ue per evasione: 	nel 2017 persi 33,5 mld di incassi

Circa 33,5 miliardi: è la cifra che nel 2017 il nostro Stato avrebbe dovuto incassare dall’Iva, ma che non è mai arrivata nelle casse dell’erario. Un mancato gettito dovuto ancora una volta all’evasione fiscale e che rischia di costare davvero caro agli italiani, visto che potrebbe evitare i famosi 23 miliardi di clausole Iva pronte a scattare nel nuovo anno. A fare i conti è il consueto rapporto dell’Europa sul vat gap o divario dell’Iva ossia “la differenza complessiva tra il gettito Iva atteso e l’importo effettivamente riscosso”, da cui emerge che nel 2017 il nostro è stato il Paese peggiore da questo punto di vista. Infatti, è vero che due anni fa il maggiore divario dell’Iva a livello nazionale è stato registrato dalla Romania, con una perdita del 36% delle entrate totali, seguita da Grecia (-34%) e Lituania (-25%). Tuttavia, la medaglia d’oro per il tax-gap Iva più elevato in termini assoluti va - di nuovo - all’Italia, nonostante in termini relativi ci sia stata una diminuzione del 2% rispetto al passato: con i suoi 33,5 miliardi di mancati introiti svetta su tutti gli altri Stati. Il secondo e terzo classificato, infatti, sono ben distanziati: la Germania, medaglia d’argento, è ferma a 25 miliardi, e il Regno Unito, medaglia di bronzo, a 19. Complessivamente, nel 2017, in tutta Europa sono sfuggiti all’occhio del fisco 137,5 miliardi di euro.

Il divario dell’Iva è un problema in tutta Europa

C’è però qualche segnale positivo. Se nel 2013 il gap Iva italiano era sopra i 40miliardi di euro, poi è sceso progressivamente. E si spera che sia calato ulteriormente dal 2017 in poi, anche grazie a elementi come reverse charge, fatturazione elettronica, incrocio di banche dati. Anche nel resto d’Europa le cose stanno migliorando: rispetto al 2016, il divario dell’Iva si è ridotto di 8 miliardi. Ma c’è ancora tanta strada da fare. “Il clima economico favorevole e alcune soluzioni politiche a breve termine messe in atto dall’UE hanno contribuito a ridurre il divario dell’IVA nel 2017. Tuttavia, per conseguire progressi più significativi servirà una profonda riforma del sistema dell’IVA che lo renda più resistente alla frode” ha commentato il commissario uscente Pierre Moscovici.